Bambina con ombrello

La resilienza

Che cos’è la resilienza?

Come metterla in pratica?

Quali sono i fattori di rischio e di protezione?

La resilienza è la capacità di affrontare, resistere, riorganizzare e ricostruire in maniera positiva la propria vita dopo aver affrontato degli eventi negativi, difficili o traumatici. Non tutti di fronte alle stesse situazioni reagiscono nello stesso modo. Basti pensare a come, le vittime di uno stesso evento traumatico, come ad esempio il Covid, un terremoto, o persone che hanno affrontato lutti e perdite simili, spesso reagiscono in modi completamente diversi. Non è diverso solo il modo di reagire ma anche quello di affrontare la situazione ed elaborarla in modo più o meno consapevole nella nostra mente.  

È dimostrato come l’uomo, per sua natura, mostra delle capacità resilienti. Solitamente dopo un momento di impasse iniziale l’individuo riesce in qualche modo a ristabilizzarsi. Spesso però questo processo non porta ad un vero stato di equilibrio, ma, spesso, la persona continua a portarsi dietro i segni di qualcosa di non completamente elaborato che è rimasto inespresso, arrivando ad uno stato di malessere. 

I differenti modi di reagire a questi eventi sono dovuti ad alcuni fattori di rischio e di protezione.

Tra i fattori di rischio possiamo individuare:

 

  • FATTORI EMOZIONALI: avere una bassa autostima e uno scarso controllo emozionale. L’incapacità di controllare le proprie emozioni ed esserne coscienti potrebbe portarci a non essere in grado di affrontare, e/o elaborare ciò che ci sta accadendo proprio perché non siamo in grado di percepirlo o di esaminarlo. Questo unito ad una bassa autostima potrebbe ancora di più farci sentire come inetti e incapaci. 

  • INTERPERSONALI: il rifiuto dei o da parte dei pari, isolamento volontario e involontario, chiusura. Dunque, l’isolamento in generale porta a basse capacità di affrontare le situazioni problematiche. Questo perché, la mancata condivisione blocca le capacità di scambio, di elaborazione e di apprendimento. Spesso infatti impariamo ad affrontare determinate situazioni o a superarle anche grazie all’aiuto che ci forniscono gli altri con i loro esempi. 

  • FAMILIARI: una bassa classe sociale, un’esposizione continua a conflitti, uno scarso legame con i genitori o con la famiglia d’origine, la difficoltà nella comunicazione. Tutti questi fattori sono legati infatti ad una scarsa capacità di comunicazione, spesso elicitata tramite uno scambio non verbale che alle volte può portare alla chiusura oppure all’espressione violenta (verbale o fisica) della situazione di stress provata.

Invece, tra i fattori di protezione troviamo:

 

  • FATTORI SOCIALI: individui ben integrati nel proprio contesto sociale e/o che ricevono un adeguato supporto da esso possiedono una maggior probabilità di superare gli eventi avversi con successo.

  • FATTORI RELAZIONALI: la qualità delle relazioni intessute dalla persona, sia prima che dopo l'evento negativo o traumatico. Oltre alla qualità delle relazioni instaurate, anche il sostegno (pratico ed emotivo) fornito da famiglia e amici risulta essere importante nella risposta resiliente.

  • FATTORI INDIVIDUALI: tra cui ottimismo, una buona autostima, un’alta resistenza psicologica allo stress, il senso dell'umorismo (buon meccanismo di difesa della nostra mente che ci permette di affrontare ciò che ci è capitato in modo ironico), la capacità di comunicazione e di risolvere i problemi, buone capacità di coping, una buona empatia che ci aiuta a comprendere gli stati d’animo altrui.

Dunque, cosa possiamo fare? Come possiamo essere maggiormente resilienti? 

 

  1. Mantenere buoni rapporti con familiari e amici;

  2. Evitare di vedere momenti critici come insuperabili;

  3. Accettare circostanze che non possono essere modificate;

  4. Sviluppare obiettivi realistici e perseguirli;

  5. Intraprendere azioni risolute in situazioni avverse;

  6. Cercare nuove opportunità di scoperta di sé;

  7. Sviluppare fiducia in se stessi;

  8. Considerare l’evento stressante in un contesto più ampio;

  9. Mantenere una prospettiva di speranza, aspettandosi miglioramenti;

  10. Prendersi cura di mente e corpo, prestando attenzione ai propri bisogni e sentimenti.

 

dott.ssa Alessia Bongianino